Caravaggio

Caravaggio e le Opere di Misericordia

Tra mito e leggenda

Caravaggio è uno di quei nomi di cui si sente spesso l’eco nella storia dell’arte. Fu un pittore dall’animo irrequieto che insegnò al mondo un nuovo modo di raffigurare la luce.

Caravaggio
Caravaggio, Canestra di frutta, 1599. Olio su tela, 31 × 47 cm. Milano, Pinacoteca Ambrosiana, inv. n. 151

Il temperamento forte e a tratti violento ha contribuito a costruire la leggenda attorno al pittore famosissimo, detto Caravaggio dal paese di origine, ma che all’anagrafe -si direbbe oggi- risultava come Michelangelo Merisi.

Caravaggio infatti non fu protagonista solo del mondo dei pennelli, di quella pittura a olio che si consuma di luce e ombre fino a renderle palpabili, fisiche. Fu anche protagonista delle strade e delle osterie di molte città in cui visse, tra calici di vino, donne e risse.

Per una lite finita malissimo fu costretto a fuggire da Roma, ma anche da Malta.. e così via. Una vita in fuga, quella di Caravaggio, che culmina con una morte avvolta nel mistero sulle coste laziali.

Caravaggio al Pio Monte della Misericordia di Napoli

Quasi ogni luogo che lo ha visto all’opera conserva almeno un ricordo del suo passaggio e ciò avviene anche a Napoli, dove Caravaggio fugge dopo una condanna per omicidio.

Una delle tre presenze caravaggesche del napoletano è la tela per il Pio Monte della Misericordia, realizzata tra il 1606 e il 1607. Qui il pittore ha preso a modello personaggi della strada, uomini e donne comuni, che incontrava in quei giorni sbandati tra i vicoli della città.

caravaggio
Caravaggio, Opere di Misericordia, 1606, olio su tela, 390 x 260 cm,
Napoli, Pio Monte della Misericordia

«È un quadro slargato e sinistro, in cui forse per la prima volta appare il senso dinamico del fatto di cronaca, pur rivissuto in un solenne apparato formale» (Pignatti).

Ed ecco quindi che un’umanità quasi ferina viene elevata a modello e simbolo di compassione e, appunto, misericordia.

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