art you ready

ArT you ready?

Domenica 29 marzo. Siete pronti per il Flash Mob?

Il Ministero per i beni e per le attività culturali e per il turismo ha chiamato all’appello gli igers italiani per domenica 29 marzo. È previsto un grande evento digitale su Instagram.

Tutti, ma proprio tutti, siamo invitati a pubblicare sul social-network fotografie realizzate all’interno di musei, parchi archeologici, biblioteche e archivi d’Italia, dando preferenza a quelle prive di persone. Viene quindi chiesto di condividere scatti che fino a poche settimane fa erano rarità, conquiste tra gli appassionati: era pressoché impossibile, infatti, fotografare questi ambienti deserti.

Oggi, purtroppo, la realtà è un’altra, ma dobbiamo ricordare che questi luoghi sono comunque vivi e ci aspettano. Il Patrimonio Culturale italiano è l’anima del nostro Paese e noi non dobbiamo dimenticarlo!

Venezia, Gallerie dell’Accademia

Facciamo una caccia al tesoro, nei nostri hard disk, negli smartphone, ma anche nei cassetti. Rispolveriamo i ricordi gloriosi di quando facevamo i turisti nella Penisola e raccontiamo tutti insieme sul web la bellezza del nostro patrimonio. Un patrimonio che presto torneremo a vivere, ad abitare e fotografare.

Restando a casa, partecipiamo a un vero e proprio flashmob, ma fotografico! Ricordate gli hashtag #artyouready e #emptymuseum e tirate fuori le vostre fotografie. Art you ready?

I miei scatti li trovare qui, sul mio profilo!


Un mazzo di fiori per la Regina

Hermés, Regina

Nel 1961 una giovane artista (e modella) tunisina bussò alla porta della maison, con il proprio portfolio sotto braccio con l’intento di vendere alcuni schizzi, per sbarcare il lunario. E da lì non uscì più. 

Leïla Menchari in quasi 60 anni di attività ha realizzato oltre 100 vetrine per la storica sede dei Hermès, al 24 di Rue du Fabourg Saint-Honoré, e si è occupata di decine di carré come capo illustratore.

Alla sua passione per il colore e per i fiori si deve Reginaprodotto nel 1972 e riofferto al pubblico in numerose occasioni negli anni seguenti.

La più celebre è l’edizione del 2002, realizzata per celebrare il Giubileo della regina Elisabetta II del Regno Unito –alla quale il carré si era ispirato 30 anni prima!

regina
fonte: il mio articolo su womoms.com

Nel mio cabinet delle meraviglie è presente un gavroche, un piccolo gioiello dalla bordura color lime.

Di questo foulard si parla anche nel piccolo catalogo de la “Collezione dei Carré” di Rossi Selected Vintage che ho curato insieme alla mostra Le Vie della Seta a Bologna(Bologna, 2019).


L’arte ai tempi del Coronavirus

Il nuovo Coronavirus sta rapidamente mettendo in ginocchio il nostro Paese, ma l’Italia è forte e presto si rialzerà.

È del 30 gennaio 2020 la notizia dei primi casi di un Coronavirus in Italia: due turisti cinesi sono stati ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma e sono risultati “positivi”.

Positivi a cosa? Positivi a un nuovo ceppo di Coronavirus, una famiglia di virus che causano malattie respiratorie che vanno dal comune raffreddore a gravi sindromi respiratorie. Il COVID-19 dalla Cina si sta rapidamente diffondendo nel mondo, ma ormai questa è storia. Una storia ben documentata sul sito del Ministero della Salute.

In Italia sono partite subito delle misure di contenimento che hanno gettato il nostro Paese nel panico e nello sconforto: quarantena per gli abitanti della “zona rossa” e controlli serrati negli aereoporti.

coronavirus
tvBoy, L’Amore ai tempi del Co..vid-19, Milano 2020

Il panico ha generato la follia collettiva della corsa alle scorte, come se tutti dovessimo chiuderci in casa per le due settimane ad aspettare che il virus ci bussasse alla porta.

Lo sconforto ha portato la gente a controllare notiziari e quotidiani on-line con ossessione, per avere numeri: numeri di malati, numeri di guariti, numeri di morti. Tali numeri dicono che l’Italia è uno dei paesi più colpiti dal nuovo Coronavirus.

Questa triste consapevolezza ci obbliga a guardare avanti, pensando a quando l’emergenza sarà passata e riapriremo le porte al turismo e rimetteremo in moto l’economia.

Il primato culturale dell’Italia

Gli stessi numeri che ci mettono ai primi posti nel disastro collettivo del nuovo Coronavirus, sono quelli che danno merito al nostro Patrimonio Culturale.

La classifica Best Countries 2019 di US news & world report colloca (ancora una volta) l’Italia al primo posto nel mondo per influenza ed eredità culturale. Siamo, inoltre, il Paese più rappresentato all’Unesco con 55 beni. Stiamo quindi parlando di un primato che dobbiamo tenere stretto con le unghie e con i denti, che deve essere la nostra forza in questo momento di crisi.

L’Italia ha affrontato problemi peggiori del COVID-19, come abbiamo visto qui, parlando della Grande Guerra.

Lasciamo agli addetti ai lavori il compito di proteggerci dal virus, ascoltiamo i loro consigli ed eseguiamo i loro ordini; coinvolgiamo i nostri bambini, spiegando loro la situazione (trovate su womoms.com ottimi consigli in merito). Muoviamo, per quanto ci è possibile, l’economia. Diffondiamo l’arte e la cultura, facciamo pubblicità alla bellezze dell’Italia!

Abbiamo il dovere di rispettare le restrizioni e il diritto di sostenere il nostro Paese!

A Bologna l’Assessorato alla Cultura del Comune ha lanciato nel fine settimana La cultura non si ferma, iniziativa che ha previsto la distribuzione gratuita della Card Cultura (la tessera annuale che offre ingressi gratuiti o scontati a musei, mostre, cinema, teatri, festival) il 29 febbraio e il 1º marzo: in migliaia hanno assaltato i punti di distribuzione delle card. A Firenze il 6-7-8 marzo i Musei Civici saranno a ingresso gratuito.

Il patrimonio Unesco italiano

Splendidi segnali, segnali di ripresa della vita cittadina, ma anche di quella culturale. Usiamo queste opportunità per abitare le nostre città e scoprirle. Questo è il tipo di risposta che dobbiamo dare, viviamo il nostro Paese.

Verrà un giorno, molto presto, in cui non dovremo avere paura di uscire e usare questa Card Cultura, così come prendere il treno sarò di nuovo (noiosa) routine e il nostro Paese tornerà a essere meta privilegiata degli stranieri. Non vedo l’ora di ricominciare a lamentarmi del turismo di massa!!


Napoleone secondo Hermès

Hermès, Napoléon, 1990 circa

Nell’immaginario collettivo i primi carré di Hermès hanno come protagonista il mondo equestre, poiché la maison nacque come manifattura di finimenti per cavalli.

In realtà, tra i carré creati dal 1937 e la metà degli anni Ottanta oltre cento sono ispirati all’ambito militare, in particolare all’epoca napoleonica. Tre sono i foulard dedicati proprio a Napoleone, tra cui questo, disegnato da Philippe Ledoux nel 1963 e riproposto più volte nel corso degli anni.

Sulla seta imprimé trionfano le api, allegoria del potere, e si trovano rappresentati i momenti e gli oggetti più significativi della vita di Napoleone: una combinazione intrigante del simbolismo imperiale e della leggenda napoleonica.

Di questo foulard -dalla bordura blu- si parla anche nel piccolo catalogo de la “Collezione dei Carré” di Rossi Selected Vintage che ho curato insieme alla mostra Le Vie della Seta a Bologna(Bologna, 2019).


Venezia segreta

Venezia segreta

Il fascino della Laguna di Venezia

Qualche giorno fa ho girato per Venezia in solitudine. Si tratta di un fatto più unico che raro: visito spesso quella città, per lavoro o per turismo (come ho raccontato qui), ma quasi sempre in compagnia.

Nel 2018, uno studio realizzato da Airbnb ha mostrato come Venezia sia la città del mondo (tra le nove regine del turismo analizzate) ad avere subito il fenomeno dell’overtourism o “sovraffollamento turistico”. In Laguna si contano 73,8 turisti per abitante fra centro storico e terraferma.

Di questi 71,8 fanno turismo in maniera bulimica. Si scattano un paio di selfie, comprano qualche souvenir con scritto I love Pasta e tornano a casa.

Venezia Segreta
Un’edicola in una calle nascosta.

Io, invece, a Venezia quando sono sola, se ho modo, mi perdo. Cammino senza meta, finendo in diversi vicoli ciechi. Vicoli che, in realtà, ciechi non lo sono affatto. Sono strade che semplicemente finiscono, si annullano aprendosi su un canale.

Come faccio a godermi Venezia quasi deserta, a concedermi questo lusso?

Sfuggire alla folle di turisti che i vaporetti, instancabili, scaricano in piazza San Marco: è questo il segreto.

Ora ve lo svelo.

Venezia Segreta
Museo di Palazzo Grimani

Visitare la città in inverno o all’alba della primavera. Sono pochi i temerari che si addentrano in Laguna in questa stagione. Sono i turisti più coraggiosi e gli amanti di Venezia, come me.

Se possibile, prendersi un giorno tutto per sé a metà settimana. Si riduce drasticamente la quantità di gente in città.

Basilica di Santa Maria della Salute

Tutte le strade portano a Roma a Venezia si può tradurre con Tutte le strade portano a San Marco. Se non sapete dove siete finiti, basta che alziate lo sguardo e troverete una freccia che vi indica la direzione “per Rialto”, “per San Marco”, etc… insomma, alla fine perdersi è impossibile!

Quando il sole tramonta, gran parte della gente improvvisamente scompare, come fagocitata nei vaporetti o cullata dai taxi sul Canalgrande.

Venezia Segreta
Il tramonto all’Arsenale

A questo punto la magia di Venezia salta fuori tutta. In silenzio e senza fretta si va verso la stazione -o si torna a prendere la macchina, la strada è la stessa. L’umido si confonde con la luce dei lampioni, che sembra evaporare nella notte.

Il Ponte di Rialto

La sola compagnia è il ritmo regolare del nostro passo. Siamo noi e Venezia. Venezia segreta.


specchio

Lo specchio nella sedia

Lo specchio nella sedia

Raffaello fece in Roma un quadro di buona grandezza, nel quale ritrasse papa Leone, il cardinale Giulio de’ Medici e il cardinale de’ Rossi, nel quale si veggono non finte, ma di rilievo tonde le figure; quivi è il veluto che ha il pelo, il damasco a dosso a quel Papa, che suona e lustra; le pelli della fodera morbide e vive, e gli ori e le sete contrafatti sì che non colori, ma oro e seta paiono. Vi è un libro di carta pecora miniato che più vivo si mostra che la vivacità, et un campanello d’argento lavorato, che non si può dire quanto è bello.

specchio

Raffaello Sanzio, Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de’Medici e Luigi de’Rossi,  1518-1519, Firenze, Palazzo Pitti, Gallerie Palatina, dett.

Ma fra l’altre cose vi è una palla della seggiola brunita e d’oro nella quale, a guisa di specchio, si ribattono (tanta è la sua chiarezza) i lumi de le finestre, le spalle del Papa et il rigirare delle stanze; e sono tutte queste cose condotte con tanta diligenza che credasi pure, e sicuramente, che maestro nessuno di questo meglio non faceria né abbia a fare scrisse ammirato Giorgio Vasari, che copiò il dipinto nel 1536!

specchio

Raffaello Sanzio Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de’Medici e Luigi de’Rossi  1518-1519, Firenze, Gallerie degli Uffizi

Non aveva tutti i torti, il caro Vasari, a lasciarsi impressionare: ancora oggi quel riflesso nel pomello della sedia ci sorprende e affascina.

Alcune novità della tela

La diagonale sulla quale si svolge la composizione può oggi apparirci scontata. Si trattava, in realtà, di un grande passo avanti nella storia del ritratto. Il papa Leone non è né di fronte, né di profilo, non è in una posa statica e impostata. Egli è piuttosto colto in un momento privato, mentre legge. Egli è affiancato dai cardinali cugini, Giulio de’ Medici (futuro Clemente VII, a sinistra) e Luigi de’ Rossi (a destra).

raffaello

Raffaello Sanzio, Ritratto di Leone X con i cardinali Giulio de’Medici e Luigi de’Rossi,  1518-1519, Firenze, Palazzo Pitti, Gallerie Palatina, dett.

L’opera, però, suscitò lo stupore dei contemporanei soprattutto per l’attenzione minuziosa al dettaglio prezioso e la resa di ogni singolo particolare. In primis la finestra che si riflette nel pomello della sedia che lascia anche noi senza fiato.

La scheda dell’opera sul catalogo del Polo Museale Fiorentino e su Google Arts & Culture