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Natale in un libro

Il dono di Natale di Grazia Deledda sotto l’albero

A Natale regalo sempre un libro che parli di Natale. Quest’anno ho scelto Il dono di Natale di Grazia Deledda.

Si tratta di un racconto, una novella che in poche pagine condensa tutta quella che noi oggi chiamiamo “magia del Natale” e la ambienta in una Sardegna innevata.

Il volumetto uscì nel 1930, quattro anni dopo che l’autrice aveva vinto il Premio Nobel per la Letteratura. La narrazione, viva e vitale, rende giustizia alle motivazioni che erano state date al momento del conferimento del premio: “Per la sua ispirazione idealistica, scritta con raffigurazioni di plastica chiarezza della vita della sua isola nativa, con profonda comprensione degli umani problemi“. A questa sensibilità narrativa va aggiunta la forza espressiva di certe narrazioni, sempre attuali -come avviene in questo racconto.

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Il Natale in Sardegna

Il Natale sta arrivando anche in un piccolo villaggio della Sardegna, sepolto dalla neve. La notte della vigilia è speciale e l’attesa scalda i cuori di tutti. Protagonisti sono due bambini, Felle e Lia, che sono cresciuti insieme in due case vicine “una per parte del cortile, si rassomigliavano come due sorelle”. Bambini come quelli a cui è destinato la novella, che in realtà è rivolta a un pubblico di tutte le età.

La neve che imbianca il paese e il presepio che anima la chiesa connettono con efficacia il racconto delle tradizioni sarde e le atmosfere natalizie che sono sempre attuali.

L’altare era tutto adorno di rami di corbezzolo coi frutti rossi, di mirto e di alloro: i ceri brillavano tra le fronde e l’ombra di queste si disegnavano sulle pareti come sui muri di un giardino. In una cappella sorgeva il presepio, con una montagna fatta di sughero e rivestita di musco: i Re Magi scendevano cauti da un sentiero erto, e una cometa d’oro illuminava loro la via. Tutto era bello, tutto era luce e gioia. I Re potenti scendevano dai loro troni per portare in dono il loro amore e le loro ricchezze al figlio dei poveri, a Gesù nato in una stalla; gli astri li guidavano; il sangue di Cristo, morto poi per la felicità degli uomini, pioveva sui cespugli e faceva sbocciare le rose; pioveva sugli alberi per far maturare i frutti. Così la madre aveva insegnato a Felle e così era.

Grazia Deledda descrive atmosfere e stati d’animo che evocano atmosfere fatte di tradizioni, di casa, famiglia e attesa, tipiche del periodo natalizio. La vera protagonista, però, è come sempre la sua Sardegna, una terra aspra e primitiva. Impolverato di neve, però, il panorama sardo assume un altro sapore.

Il piccolo paese era coperto di neve; le casette nere, addossate al monte, parevano disegnate su di un cartone bianco, e la chiesa, sopra un terrapieno sostenuto da macigni, circondata d’alberi carichi di neve e di ghiacciuoli, appariva come uno di quegli edifizi fantastici che disegnano le nuvole. Tutto era silenzio: gli abitanti sembravano sepolti sotto la neve.

E così, immersi nell’atmosfera fiabesca di un mondo arcaico ricco di poesia e umanità, anche noi aspettiamo con impazienza il dono del Natale.

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