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de bello. notes on war and peace

de bello, una mostra sulla guerra e la pace da un’idea di Salvatore Garzillo e Gabriele Micalizzi

de bello. notes on war and peace sono il titolo e il sottotitolo di una mostra che apre oggi al pubblico, a Bergamo. Un contenuto ricchissimo, all’interno di un contenitore nuovo ed efficace: gres art 671. Gres Art 671 è un polo culturale dedicato all’arte contemporanea che ha aperto le porte nel 2023, tra le mura di un ex stabilimento industriale.

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de bello. notes on war and peace, gres art 671, Bergamo -Ph. Diego DePol

Per la prima mostra collettiva di gres art 671 (Francesca Acquati) e 2050+ (Erica Petrillo, Ippolito Pestellini Laparelli che firmano anche l’allestimento) si sono affidati a un’idea di Salvatore Garzillo e di Gabriele Michalizzi. Salvatore e Gabriele ci hanno abituati da molto tempo a raccontarci la guerra [ma non solo] attraverso la propria arte; il primo usa il disegno, il secondo la fotografia. Entrambi sfruttano una capacità comunicativa dirompente.

Ed ecco che questa mostra ci costringe a uno sguardo trasversale a geografie ed epoche storiche, attraverso tre secoli di guerre.

Trecento anni raccontati da oltre trenta artisti che ci invitano a riflettere su come l’esperienza della guerra modelli il senso di appartenenza e le percezioni dell’umanità.

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La mostra è organizzata intorno a cinque gruppi tematici (pace apparente, allarme, guerra, macerie, riparazioni), articolando un ideale crescendo di risposte emotive che dovrebbero definire universalmente l’esperienza de bello. L’allestimento è un monocromo di mattoni prefabbricati in cemento, che definiscono una serie di strutture murarie, con diverse altezze. Si percepisce che evocano un ambiente domestico smembrato e la possibilità della sua ricostruzione.

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de bello. notes on war and peace, gres art 671, Bergamo -Ph. Diego DePol

Le voci che ci narrano de bello sono numerose, abbiamo detto, e qui anticipiamo solo quelle dei due ideatori. Gabriele Micalizzi  ha trasformato alcune sue fotografie inedite di guerra in grandi arazzi di cotone che evocano la transitorietà determinata di conflitti. Salvatore Garzillo ha vissuto la guerra in Ucraina da giornalista, per documentare il conflitto, ma l’ha anche disegnato. La sua cronaca grafica è struggente ed efficace, così come quella scritta: “I cronisti devono raccontare il proprio tempo attraverso ciò che vedono. Gli artisti attraverso ciò che sentono. Per entrambi è una responsabilità e un privilegio con cui fare i conti ogni volta. Il dialogo tra queste due urgenze costituisce la scatola nera di ogni epoca.

Invito anche voi, quindi, a compiere questo viaggio tra i mattoni monocromi di gres art 671, per riflettere de bello e sulla pace. Che non sempre è pace.

tutte le info qui

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