Tra cronaca e reportage, passando per il disegno
La geografia delle storie apre oggi al pubblico, nella splendida cornice di Palazzo Bartolini-Ugolini a Rimini, come parte del Circuito Open della Biennale del Disegno di Rimini. La rassegna grafica torna quest’anno ad animare la città romagnola, dopo la pausa forzata della pandemia, ed è piena di cose bellissime da vedere.

Salvatore Garzillo, che firma i suoi disegni Salgar, è giornalista di cronaca nera e reporter. Spesso racconta la cronaca utilizzando una tecnica tanto antica da sembrare nuova: il disegno. Un disegno, il suo, rapidissimo ed efficace. Il tratto è scattante e mai incerto. La realtà viene resa in punta di penna o matita, arricchita talvolta dal colore delicato dell’acquerello.
Vale anche per la sua arte quanto dice per il suo lavoro di cronista: “…ho mostrato solo quello che vedevo“.

Salgar, La geografia delle storie. Disegni e appunti di un cronista.
La mostra, a cura di Alessandro Mori, trova nelle sale dello studio Como Mori Roversi – Architetti la cornice ideale. Salgar porta a Rimini numerosi disegni inediti che vanno a unirsi a resoconti che ci sono noti. I protagonisti sono appunti visivi, racconti su carta giocati sul filo dell’arte grafica.

Il percorso è diviso in due macrosezioni, dedicate alla cronaca nera italiana e ai reportage in zone di guerra. La prima sezione, LA NERA, ripropone il quotidiano del “giro di nera”, cioè i disegni che raccontano quello che Salgar vive come giornalista, tra la questura e le strade di Milano. LAGGIÙ, invece, è la sezione dedicata all’altrove, al fronte di guerra; qui sono esposti i disegni realizzati in “quei posti laggiù” dove le atrocità del conflitto hanno preso il sopravvento.

Il cronista pertanto si fa “esploratore che parte, osserva e riporta quello che ha visto. Il cronista è un cartografo di vite“. Ci si aggira quindi tra La geografia delle storie, ripercorrendo cioè la mappa fisica ed emotiva delle vite incontrate da Salvatore Garzillo e da Salgar, dal cronista e dall’artista, le due facce della stessa medaglia.
