L’arte ai tempi del Coronavirus

Il nuovo Coronavirus sta rapidamente mettendo in ginocchio il nostro Paese, ma l’Italia è forte e presto si rialzerà.

È del 30 gennaio 2020 la notizia dei primi casi di un Coronavirus in Italia: due turisti cinesi sono stati ricoverati all’ospedale Spallanzani di Roma e sono risultati “positivi”.

Positivi a cosa? Positivi a un nuovo ceppo di Coronavirus, una famiglia di virus che causano malattie respiratorie che vanno dal comune raffreddore a gravi sindromi respiratorie. Il COVID-19 dalla Cina si sta rapidamente diffondendo nel mondo, ma ormai questa è storia. Una storia ben documentata sul sito del Ministero della Salute.

In Italia sono partite subito delle misure di contenimento che hanno gettato il nostro Paese nel panico e nello sconforto: quarantena per gli abitanti della “zona rossa” e controlli serrati negli aereoporti.

coronavirus
tvBoy, L’Amore ai tempi del Co..vid-19, Milano 2020

Il panico ha generato la follia collettiva della corsa alle scorte, come se tutti dovessimo chiuderci in casa per le due settimane ad aspettare che il virus ci bussasse alla porta.

Lo sconforto ha portato la gente a controllare notiziari e quotidiani on-line con ossessione, per avere numeri: numeri di malati, numeri di guariti, numeri di morti. Tali numeri dicono che l’Italia è uno dei paesi più colpiti dal nuovo Coronavirus.

Questa triste consapevolezza ci obbliga a guardare avanti, pensando a quando l’emergenza sarà passata e riapriremo le porte al turismo e rimetteremo in moto l’economia.

Il primato culturale dell’Italia

Gli stessi numeri che ci mettono ai primi posti nel disastro collettivo del nuovo Coronavirus, sono quelli che danno merito al nostro Patrimonio Culturale.

La classifica Best Countries 2019 di US news & world report colloca (ancora una volta) l’Italia al primo posto nel mondo per influenza ed eredità culturale. Siamo, inoltre, il Paese più rappresentato all’Unesco con 55 beni. Stiamo quindi parlando di un primato che dobbiamo tenere stretto con le unghie e con i denti, che deve essere la nostra forza in questo momento di crisi.

L’Italia ha affrontato problemi peggiori del COVID-19, come abbiamo visto qui, parlando della Grande Guerra.

Lasciamo agli addetti ai lavori il compito di proteggerci dal virus, ascoltiamo i loro consigli ed eseguiamo i loro ordini; coinvolgiamo i nostri bambini, spiegando loro la situazione (trovate su womoms.com ottimi consigli in merito). Muoviamo, per quanto ci è possibile, l’economia. Diffondiamo l’arte e la cultura, facciamo pubblicità alla bellezze dell’Italia!

Abbiamo il dovere di rispettare le restrizioni e il diritto di sostenere il nostro Paese!

A Bologna l’Assessorato alla Cultura del Comune ha lanciato nel fine settimana La cultura non si ferma, iniziativa che ha previsto la distribuzione gratuita della Card Cultura (la tessera annuale che offre ingressi gratuiti o scontati a musei, mostre, cinema, teatri, festival) il 29 febbraio e il 1º marzo: in migliaia hanno assaltato i punti di distribuzione delle card. A Firenze il 6-7-8 marzo i Musei Civici saranno a ingresso gratuito.

Il patrimonio Unesco italiano

Splendidi segnali, segnali di ripresa della vita cittadina, ma anche di quella culturale. Usiamo queste opportunità per abitare le nostre città e scoprirle. Questo è il tipo di risposta che dobbiamo dare, viviamo il nostro Paese.

Verrà un giorno, molto presto, in cui non dovremo avere paura di uscire e usare questa Card Cultura, così come prendere il treno sarò di nuovo (noiosa) routine e il nostro Paese tornerà a essere meta privilegiata degli stranieri. Non vedo l’ora di ricominciare a lamentarmi del turismo di massa!!

21 pensieri su “L’arte ai tempi del Coronavirus

  1. Hai detto bene questo virus sta mettendo in ginocchio il paese, vedo nella mia città dove casi sono ancora pochi che nessuno esce più se non per recarsi al lavoro. Domenica sul lungomare per esempio c’eravamo solo io e il mio cane.

  2. Quando questa follia finirà, e spero presto, forse tutti si renderanno conto di essere andati in paranoia per una influenza solo un po’ più potente.
    Non ti nascondo che andare in giro per città mezze vuote è un lusso che mi mancherà.

  3. Mi è piaciuto molto quando Hai detto “Verrà un giorno, molto presto, in cui non dovremo avere paura di uscire e usare questa Card Cultura, così come prendere il treno sarò di nuovo (noiosa) routine e il nostro Paese tornerà a essere meta privilegiata degli stranieri. Non vedo l’ora di ricominciare a lamentarmi del turismo di massa!!” Spero che questo giorno accada molto presto solo così potremo dire di essere usciti da questo tunnel buio

  4. Chi vive di arte e di spettacolo ne sta risentendo moltissimo. Io posso dirti che lavoro a Milano in una compagnia di teatro e ci stiamo trovando in enormi difficoltà, avendoci cancellato le date milanesi e avendoci annullato adesso anche una tournee negli Stati Uniti (questo ovviamente sta succedendo a tantissime compagnie e teatri milanesi e non solo). La situazione è grigia anche per l’arte. A Milano da ieri hanno riaperto i musei, con delle restrizioni, ma da noi non è stata prevista una card, anche se penso sia davvero una bellissima iniziativa per far ripartire l’arte. Noi in Italia viviamo tanto di arte e tutti insieme dovremmo cercare di promuoverla e farla tornare a vivere, sia attraverso i social sia attraverso post di questo genere sui blog e siti web

  5. mi ha proprio colpita il quadro di hayez con l a mascherina ma se penso che ora è anche meglio non darsi la mano.. già è tutto cambiato

  6. Sono appena rientrata dall’Italia, i controlli in aeroporto non c’erano. Pure a Londra nessun controllo, nessun allarmismo come si sta facendo nel bel Paese dove i telegiornali bombardano a destra e manca.

      1. Può essere, io ed il mio fidanzato non abbiamo dovuto passare nessun controllo né dall’Italia (ma non venivamo da una zona rossa) né a Londra Stansted.

  7. Io trovo che dietro al coronavirus ci sia qualcosa di più grande che presto verrà fuori….. Purtroppo entreremo in un periodo di crisi dal quale ci vorrà parecchio tempo per uscirne e chi ci rimetterà saranno i soliti piccoli imprenditori…..
    Io da un mese sto seguendo mia suocera che è ricoverata in un reparto per malati terminali….. Non ho parole per descrivere il dolore che ho tutte le volte che apro la porta del reparto. Quelle sono le malattie che fanno paura….. se si seguono le regole , si sta il più possibile a casa nel periodo della quarantena dal coronavirus si puo’ uscire…. da quelle malattie non c’è alcuna via di ritorno….

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