eccidio culturale

Per riflettere sui fatti recentissimi, senza polemica, senza politica, ma con molta tristezza nel cuore.
Si è recentemente commentato (Bolgia Barcaccia) quali danni possano fare ignoranza e brutalità, sopratutto se si accompagnano.
Ricordo l’orrore, tra i banchi di scuola, quando si leggeva delle violenze dei vincitori sui vinti. Tra polvere e sudore i conquistatori entravano nelle città e massacravano popolazioni e culture.
A ben pensarci, rileggendo con la memoria quelle pagine dei manuali dell’infanzia, non molto è cambiato. Ed ecco passare in televisione video che potrebbero esser reportage della conquista di Cartagine, rasa al suolo dalle truppe di Scipione l’Emiliano nel 146 a.C., o della furia dei Lanzichenecchi che depredano Roma nel 1527.




Oggi è capitato all’antica città assira di Ninive, colpita al cuore mortalmente. Sono entrati nel Museo di Mosul e con una furia simile solo a quella dell’animale cacciatore hanno assalito i reperti archeologici.
La storia della Mesopotamia fino a ieri per ricordare una simile violenza doveva rileggere le fonti del XIII secolo, nelle quali si legge della presa di Baghdad da parte dei Mongoli. Era il 1258 e Gengis Khan distrusse la biblioteca della città, una delle più ricche e preziose del tempo.
Oggi le vittime sono statue e manufatti, ridotti in frammenti tanto piccoli che nessuno potrà mai ripararli.
Un eccidio culturale.

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