ECCE ANCILLA DOMINI!

Nel 1850 Dante Gabriele Rossetti dipinge questa tela, da affiancare a una dell’anno precedente con L’adolescenza di Maria Vergine, per realizzare una sorta di dittico.
L’arcangelo Gabriele, svuotato dei propri attributi “angelici” assume qui una forte fisicità chequasi contrasta  con la figura fragile ed emaciata della Vergine. 
Esposto alla National Institution, questo dipinto suscitò un incredibile, in quanto sviava dalla tradizionale rappresentazione della Vergine orante, proponendo invece una donna “qualsiasi”, rannicchiata sul letto, paralizzata dalla paura.
La modernità dell’opera di Rossetti si percepisce ancora oggi con emozione struggente.
I nostri occhi sono figli di una tradizione iconografica che presenta Maria Vergine in preghiera sull’inginocchiatoio, e rimangono turbati dal tentativo di umanizzazione attuato dal pittore, tanto concentrato sullo “sforzo per cogliere ciò che accadde davvero nell’umile dimora di un falegname di Nazareth” da farci perdere di vista il soggetto sacro, in favore della mera rappresentazione storica. 
Lo scatto inquieto della Vergine viene catturato con maggiore immediatezza in un abbozzo: lo si può immaginare ritratto fedele di Christina Rossetti, sorella e modella dell’artista, che regala all’eternità uno degli sguardi più puri ed eloquenti della storia dell’arte!

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