Epigrafia in Laguna

Mi capita spesso, quando “navigo” tra i canali, di chiudere gli occhi. Assaporo ogni istante e mi affido alla memoria dello sguardo, per godere dei riflessi della Laguna. Ogni volta un’emozione nuova!
L’atmosfera è quella magica di Venezia, il palcoscenico recentemente scelto da Mr. & Mrs. Clooney per sposarsi, ma sopratutto uno dei luoghi più saturi di arte e cultura in Europa. 

Il lento dondolio dei traghetti ha qualcosa di magico, una magia che rapisce chiunque. 
Così come lascia senza fiato, mentre si è assorti tra un pensiero e una cresta sull’acqua, l’apparire in lontananza della Basilica di Santa Maria della Salute. La chiesa sorge nei pressi di Punta della Dogana, ultima propaggine del quartiere di Dorsosùro, verso il Bacino di San Marco, lì dove le acque della Laguna si insinuano fra le isole della città a formare da una parte il Canal Grande, dall’altra il Canale della Giudècca. 
L’ex-voto che i veneziani tributarono alla Vergine Maria per la liberazione dalla peste del 1630, rappresenta uno dei massimi esempi di barocco veneziano. Vincitore del concorso per la progettazione della chiesa fu Baldassarre Longhena (una nostra vecchia conoscenza… incrociata agli Scalzi), che aveva proposto di “farla in formo di corona, per esser dedicata a essa Vergine…” [B.Longhena, 1630].  La forma architettonica con cui Longhena scelse di esprimere l’immagine di una corona divina è un ottagono rettangolare circondato da un peribolo.
Oggi ci preme aggirare la “corona” ed entrare nel Seminario Patriarcale di Venezia, sito dal 1818 nel palazzo costruito da Baldassarre Longhena nel 1671 e ospite della Pinacoteca Manfrediana e della Biblioteca Monumentale.

Pinacoteca e Biblioteca accolgono numerose ghiottonerie, che le rendono mete privilegiate di studiosi e ricercatori. Il recente restauro del palazzo del Seminario ha permesso, inoltre, di valorizzare il patrimonio in esso custodito e sopratutto di renderne più fruibile l’accesso!

Venezia, Seminario Patriarcale, Biblioteca

In merito alle Collezioni del Seminario, mi è stato recentemente chiesto di recensire un libro: mentre sfogliavo il volume non potevo fare a meno di pensare a una rubrica de <>  che da sempre ci aggiorna  su curiosità varie ed eventuali.

Forse non tutti sanno che… presso il Seminario patriarcale di Venezia è conservata da quasi due secoli la più vasta collezione epigrafica della città! Oggi vi sono presenti circa 100 iscrizioni (comprese quelle su bassorilievi) databili dal IX al XVIII secolo.
Con l’obiettivo di un “censimento” di queste iscrizioni è nato il volume edito da Marcianum Press La Collezione epigrafica del Seminario Patriarcale di Venezia. Catalogo (secoli XII-XV) a cura di Lorenzo di Leonardo: tale pubblicazione vuole essere la prima di una serie volta alla catalogazione e allo studio completi della raccolta lapidaria del Seminario.

Si tratta di una raccolta formatasi nell’arco della prima metà dell’Ottocento, “conseguenza non programmata di una vera e propria operazione di  salvataggio culturale” (Introduzione, p.9).

il braccio ovest del chiostro dopo l’ultimo restauro

Le soppressioni napoleoniche, tra il 1806 e il 1810, e successivamente quelle del governo austriaco determinarono la demolizione di numerosi edifici ricchi di arredi e opere preziosi, ma anche di “scritture esposte” (iscrizioni funerarie, commemorative, dedicatorie, etc…), sopratutto epigrafiche. Grazie all’impegno di personaggi del calibro di Emanuele Antonio Cicogna, Giovanni Casoni e Giannantonio Moschini le epigrafi sfrattate trovarono asilo tra le pareti del chiostro e al piano nobile del Seminario, in una sorta di museo archeologico antelitteram.

Convento di San Salvador
Altorilievo con iscrizione
comemorativa, 1362

La disposizione che oggi hanno le iscrizioni rispecchia parzialmente quella ottocentesca, in quanto nel corso dei decenni i materiali hanno subito spostamenti e perdite… ma non voglio entrare nei dettagli della storia del lapidario del Seminario Patriarcale di Venezia! Voglio piuttosto stuzzicare la vostra curiosità, in cerca dei racconti che possono fare le pareti del chiostro.
Il volume, si è accennato, abbraccia una parte delle epigrafi conservate presso il seminario, cioè quelle medievali, 27 iscrizioni per le quali sono state redatte altrettante schede. Insomma, questo primo catalogo comprende le epigrafi databili tra il 1146/48 e il 1459 che raccontano la storia e le storie di trecento anni veneziani: commemorazioni, dedicazioni, fondazioni o consacrazioni di chiese o monasteri… che con riproduzioni fotografiche e schede dettagliate si presentano per quello che sono, cioè FONTI di prima mano.
All’apparenza può parere un contributo meramente destinato agli “addetti ai lavori”. Il testo, invece, è fruibile e dettagliato; i curiosi e gli appassionati hanno il dovere di sfruttare questo mezzo per avvicinarsi ai segreti della Laguna, per scoprire angoli che non ci sono più, chiese che se non sono state demolite sono tanto cambiate da sembrare altro, attraverso la “memoria tangibile” che ci offrono le epigrafi del Seminario Patriarcale di Venezia.

Chiesa di San Giorgio in Alga. Iscrizione funeraria, 1445

Non ditemi che a leggere di arte e di storia a Venezia  non vi è venuta voglia di un giretto in Laguna…

Venezia, Seminario Patriarcale

Al link orari e numeri utili per la visita: http://www.seminariovenezia.it/orari-di-apertura-e-biglietti
e per chi studia..http://www.seminariovenezia.it/studenti-ricercatori-e-studiosi-accreditati

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