Ieri. Nel 1727 Caspar Friedrich Neickel pubblicava Museografia. Guida per una giusta idea e un allestimento dei musei. Non era il primo, non fu l’ultimo, ma lasciò il segno… perché fece un bel “censimento” delle raccolte sparse in Europa, sui materiali che le potevano costituire, sulle diverse finalità che queste potevano avere e sulle varie tipologie. dalle Kunstkammern e Naturalien und Raritatenkammem in Germania ai cabinets francesi, alle gallerie e agli studi in Italia, ce ne era per tutti i gusti e le tasche!! Interessante lo sguardo all’Italia e l’occhiolino che fa a Bologna, ereditiera delle collezioni di Ulisse Aldrovandi e Ferdinando Cospi… raccolte cinque/seicentesche talmente ricche e varie che andarono a costituire il nucleo delle collezioni universitarie! Quella di Aldrovandi, in particolare, si distingue ancora oggi per la ricchezza di materiali e appunti sul mondo naturale.
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| Il Museum visto da fuori. Non sembra un museo! |
Si tratta di un mouseion nella più antica accezione del termine (nella Grecia classica era la casa delle muse, cioè la sede delle protettrice delle arti), utilizzato nella maniera più tradizionale, per mettere in mostra l’OGGI.C’è chi ci fa un giro veloce, chi passa ore in quei 6mq ad ascoltare le storie di quegli oggetti fantastici, disposti in ordine, ben illuminati … ben visibili, come la più aggiornata museografia insegna.
E cosa vede? La scarpa in testa da Bush in Iraq, dentifici, un ombrello zaini antiproiettile marchio Disney forse sarebbero piaciuti a Isabella?

