Brad & Munch

Gli zombie contro cui combatte Brad Pitt in World War Z sembrano derivare da un confronto diretto del regista Marc Forster con le urla di Munch…l’associazione che si sviluppa guardando questi omuncoli grigiastri con i denti ballerini è stata immediata per molti di voi, non ho dubbi!

Questo mi ha fatto venir voglia di riguardare gli appunti sul pittore norvegese, dopo settimane di studi sull’Antico e un paio di post riguardanti un’arte figurativa fruibile e -tra virgolette- più “semplice”!
Quello del pittore norvegese era un animo inquieto, figlio di un’epoca fatta di eccessi e di esperienze forti che acuiscono sofferenze radicate nell’infanzia. L’arte di Munch, infatti, è satura di elementi autobiografici, che dipingono con pennellate dense e decise un’umanità disperata.

Tendenzialmente si conosce Edvuard Munch per L’Urlo, ma non tutti sanno che GLI URLI sono quattro!!!
Non voglio riflettere sulle silenziose richieste di aiuto fatte nel reiterare temi e luoghi -si vedano L’Urlo e La voce // Chiaro di Luna. E non voglio insistere sulle angosce esistenziali proto-espressioniste: non ne ho i mezzi critici.

Vorrei solo concentrarmi sulla forte carica fisica delle sue pennellate. La cosa che più mi affascina di Munch è la violenza che il pittore fa alla figura umana; utilizzando un pennello saturo di pigmento e sfruttando la purezza del colore, egli annulla la fisicità. Egli fonde corpi e anime e sensazioni, come avviene ne Il bacio. I cui contorni si confondono con lo sfondo, restituendo all’uomo l’innato senso di appartenenza alla natura.
Per gridare al mondo il proprio rifiuto verso la sofferenza, ha creato uomini e donne sfigurati dal pennello, ma fieri della propria essenza: assume, per me, l’arte di Edvard Munch una compostezza  distante da quella delle “belle madonne” di Raffaello, ma altrettanto efficace. Una compostezza che da coraggio.
E torniamo qui all’aitante Brad Pitt, che in World War Z si unge un po’ i (terrificanti!) capelli a caschetto. Se lui ha salvato il mondo con una chioma così… anche le angosce degli zombie di Munch sono risolvibili! E i suoi omini disperati sono molto più sexy dei burattini sdentati contro cui combatte Pitt.

Edvard Munch, Sera sulla via Karl Johann, 1892, Bergen, Collezzione Rasmus Meyer

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