Satira fiamminga: una scoperta

Vado a Roma per studiare alla Galleria Doria Pamphilj. Spendo una intera mattinata tra tele del Seicento bolognese e marmi paleocristiani, passeggiando tra sale in stile Rococò e gallerie affrescate a grottesche nel Cinquecento. Un godimento intellettuale feroce. 
Seconda tappa della mia trasferta è il Chiostro del Bramante, su idea di una mia amica. 
Dell’arte fiamminga io non so NULLA in più rispetto a quello che dice un manuale. Non so assolutamente niente. E per me la mostra Brueghel. Meraviglie dell’arte fiamminga è stata una rivelazione meravigliosa ed esilarante!
Meravigliosa perché ho potuto incontrare da vicino quattro generazioni dei Brueghel, una dinastia di pittori fiamminghi attivi tra XVI e XVII secolo.
Dalla loro bottega sono uscite nature morte e allegorie il cui messaggio di vanitas che si percepisce è ancora forte.
Esilarante per i sotterfugi satirici che affiancano un’arte lenticolare.
Tra i pennelli di Pieter B. il Vecchio, del Giovane, di Jan “dei Velluti”  e di Jan il Giovane la natura si fa sempre più protagonista del dipinto, emancipandosi dallo sfondo e dominando l’intera composizione. La riflessione sulla natura si accompagna a un’analisi dei dettagli sempre più ossessiva. Con le lente di ingrandimento si scrutano anche le venature degli alberi dello sfondo. Al contempo l’artista concentra l’attenzione al dato quotidiano, rappresentando nei propri dipinti scene di vita “vissuta”. 
Si aprono davanti a noi finestre sul mondo, spaccati della quotidianità fiamminga del XVII secolo, che potrebbe essere quella di oggi. La pittura bruegheliana dipinge con una freschezza disincantata un’umanità allo sbaraglio che potrebbe essere la nostra…tra scenette pseudo-erotiche, satire e feste di campagna vive una popolazione in fermento. 
L’esposizione sui Brueghel, pertanto, si offre a un pubblico di ampiezza smisurata. Essa può soddisfare tanto un culture della materia, quando un amante della parodia politica italiana, quando un appassionato di fumetti. E tale soddisfazione si nutre del fatto di essere data da una pittura raffinatissima, costruita da una cromia forte e disegnata da piccoli pennelli, pronti a mettersi in discussione. Ed ecco che tra una Allegoria e una Strage degli innocenti si apre un piccolo sipario satirico, per rivisitare il Nuovo Testamento e la mitologia e darne una versione che sia fruibile a tutti.
Nel loro eccezionale fervore lenticolare queste punte sottilissime di pennello fanno sognare…la realtà!

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