À la recherche du temps perdu

C’è un posto dove la memoria si unisce al rimpianto, dove occhiate languide bramano un passato che non gli appartiene, mentre un vociare sconnesso fa da sottofondo all’odore dell’antico.
Questo posto è qui vicino, basta prendere la strada per Parma e fermarsi alla fiera. Il Mercanteinfiera. Mostra internazionale di modernariato, antichità e collezionismo apre le porte due volte l’anno, in autunno e in primavera. È una sorta di città antiquaria nella quale più di mille espositori provenienti da tutta Europa espongono e  vendono le loro delizie. 

Delizie, sì, perché il cultore non pensa ad altro se non al dolce benessere che trae dal possesso.Possesso di cosa? Possesso dell’oggetto del culto. E anche chi è lì per caso spera sempre di trovare.

Appassionati, curiosi, collezionisti e melanconici passeggiano tra banchi e padiglioni in cerca della svolta. Altri sono annoiati, hanno accompagnato qualcuno e aspettano solo il momento della partenza.
Tutti, però, sono accomunati dal desiderio di prendere e possedere uno di questi oggetti.
Mobili, dipinti, foulard, cristalli, ceramiche…gioielli. Veramente, ce n’è per tutti i gusti e i portafogli!
C’è un padiglione dedicato al antiquariato vero, quello dei mobili che profumano di antico e delle tele che traspirano storia. Lì vedi aggirarsi anime guardinghe, in cerca dell’affare…o dell’amore. 
C’è un padiglione dedicato al modernariato. Lì vedi leziose signore alla ricerca della’accessorio vintage o collezionisti convinti che scrutano tutto con l’occhio del filologo.
Quest’anno c’è un padiglione dedicato alle auto…dove si assaporano i profumi del l’olio e dei motori del secolo scorso.
Tutte queste anime sono accomunate da un comune senso di malinconia, che sfocia nella ricerca quasi ossessiva dell’oggetto che viene dal passato, della storia. Una storia che anche se non è la loro quasi gli appartiene, in quanto essi stessi portano avanti la vita dell’oggetto.
Vintage E.Pucci & Loewe

Ho visto un delizioso abitino anni ’70 di Pucci; nel contemplarlo non ho potuto fare a meno di pensare alla donna elegante che lo indossò quarant’anni fa. Immagino che lo stesso procedimento mentale si sia verificato nella testa del signore che pochi metri più in la accarezzava un tavolino Luigi Filippo. Sicuramente, mentre socchiudeva gli occhi, vedeva le lunghe basette del primo soddisfatto proprietario del tavolino!

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Al Mercanteinfiera funziona così.
Un cocktail di euforia e malinconia accompagna il visitatore. 
L’emozione di chi raccoglie con ossessione oggetti, vintage o antichi, e che li cerca con spasimo febbrile. L’emozione di chi trova. La malinconia, invece, è quella di chi cerca con passione qualcosa e non trova, ma è anche quella di chi si ferma a pensare alla storia degli oggetti che gli scorrono davanti. 
C’è l’euforia di chi colleziona e c’è la malinconia di chi è alla ricerca del tempo perduto.





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