niente ARSENICO. solo VECCHI MERLETTI

1913 Bologna piange la perdita di Alfonso Rubbiani, anima della cultura storico-artistica della città, artefice di numerosi restauri architettonici che hanno disegnato il volto che la città ha ancora oggi.
2013 Bologna celebra il “suo” Cavaliere Alfonso Rubbiani, con una serie di mostre, convegni e pubblicazioni. 

Alfonso Rubbiani (Bologna, 1848-1913)
Dai suoi lavori sul suolo urbano nacque nel 1899 il Comitato per Bologna Storico Artistica, con l’intento di tutelare e salvaguardare l’antica struttura della città. Dagli interessi per le arti, invece, nacque la Società Aemilia Ars, manifestazione tutta bolognese dell’Art Nouveau, con l’intento di rinnovare e migliorare la qualità estetica di prodotti artigianali di arredamento e decorazione. E i laboratori bolognesi crearono mobili e oggetti dalle forme morbide e ondulate, decorate dal linearimo sinuoso e fluttuante tipico del tramonto del XIX secolo, che univano “la praticità alla perfezione estetica“.
Sulla scia delle vicende artistico-culturali che animavano il panorama europeo, pertanto, anche Bologna viveva la propria “stagione” Liberty.
Stazione della Métro di Parigi progettate da Hector Guimard

Nell’immaginario collettivo il cosiddetto stile Liberty rappresenta  oggi un fiabesco mondo di linee ondulate ed estrose, fatto di ornamenti fitomorfi e di figure femminile dalla sensualità purissima. Nel mondo della storia dell’Arte il Modern Style // Art Nouveau è l’essenza del decorativismo più puro, un decorativismo che coinvolge l’intero vivere umano. L’ornamento Liberty si fa parte attiva del quotidiano, posando le proprie linee sinuose tanto sulle suppellettili quanto su mobili e sugli ambienti. 
Con l’Art Nouveau la tradizionale scissione tra le cosiddette “arti maggiori” e quelle considerate “arti minori” fu superata in direzione di un’arte unica che legasse gli oggetti e che fosse comprensibile a tutti. 
Henry van de Velde, Ufficio esposto
Mostra della Secessione di Monaco nel 1899
fotografia dell’epoca
Esempio eccezionale di ciò lo offre l’Ufficio progettato da Henry Van de Velde ed esposto alla Mostra della Secessione di Monaco nel 1899: l’architetto ha dedicato il progetto al concepimento di un intero ambiente, disegnando non solo i mobili, ma anche suppellettili e ornamenti delle pareti.
William Morris, disegno per carta da parati
Trellis, 1862, fonte http://en.wikipedia.org/
Interpreti eccezionali della concezione modernista di artisticità globale furono gli artisti che nell’Inghilterra del 1888 si radunarono attorno a William Morris nel movimento  Arts and Crafts (arti e mestieri), con l’obiettivo di rinnovare le arti applicate reagendo alle novità della Rivoluzione Industriale. Il proposito principe del pensiero morrissiano era l’annullamento delle gerarchie tra le arti in direzione di un’arte totale che vedesse realizzati i propri principi estetici nella creazione di oggetti quotidiani.
Il linearismo sinuoso del modernismo affascinò anche la Penisola, imprimendo l’arte italiana di quel decorativismo sensuale che oggi associamo immediatamente alle figure femminili di Alphonse Mucha. L’esperienza bolognese rimase fondamentalmente indipendente da quelle coeve, intrecciando il revival di un Medioevo mitizzato e l’applicazione delle arti all’industria. Ciò emerse soprattutto nel restauro architettonico, in quanto allo scadere dell’Ottocento Bologna fu interessata a un’intenso riassetto urbanistico. Figura cardine in quest’opera fu Alfonso Rubbiani, affiancato da un gruppo di artisti e artigiani dello “Gilda di San Francesco”, in riferimento alle congregazioni artigianali del Medioevo, le gildae, e al primo e principale cantiere di restauro di Rubbiani, la Chiesa di San Francesco in Bologna. Egli nei propri lavori fuse spesso il recupero storicistico della città medievale e la nuova decorazione di gusto Liberty, realizzando un’architettura che all’ignaro osservatore di oggi appare come un originale medievale.
Alfredo Baruffi, Donna che suona il flauto,1898,
Coll.Privata, fonte http://www.bridgeanart.com/
Mentre Rubbiani restaurava, a Bologna cresceva la figura di un altro artista, Alfredo Baruffi. Questi’ultimo, impiegato presso la Cassa di Risparmio, la sera si trasformava in un artista. Un artista autodidatta, un ragioniere che di giorno sedava la propria creatività, riservandola a una grafica eccezionale. Nella sua opera la flessuosità della linea modernista si coniuga a una poesia pulitissima tesa con entusiasmo al naturalismo, che affascinò i lettori di riviste del calibro di “Novissima” ed “Emporium”. 


Aemilia Ars – Ditta Fratelli Minardi, Vaso, 1900 circa 
Nel fervido ambiente artistico, storico e culturale bolognese nel 1898  nacque l’Aemilia Ars, l’esperienza emiliana del Liberty. La Società fu fondata da Alfonso Rubbiani e dal Conte Francesco Cavazza con un gruppo di aristocratici e di artisti legati alla “Gilda di San Francesco”; l’intento principale era quello di rinnovare e incrementare la qualità estetica degli oggetti di arredamento e decorazione, eliminando gli eccessi ornamentali, guardando alla Natura e al passato locale e affidandosi alle ditte artigianali locali. Obiettivo ultimo, infine, la commercializzazione di questi manufatti, che dovevano essere tanto di qualità e funzionali, quanto esteticamente gradevoli. 
Nello stesso 1898 Alfredo Baruffi vinse un concorso indetto dall’Aemilia Ars, grazie al pannello Donna che suona il flauto, le tinte delicate e le linee sinuose disegnano una figura femminile dal fascino affusolato. La delicatezza del movimento della donna non può non affascinare.
Per l’Aemilia Ars Baruffi realizzò un’infinita quantità di ex-libris che esportarono il suo nome e la sua fama fuori dall’Emilia: nel 1901 fu addirittura citato nel numero 27 della rivista “The Studio”!
L’anno successivo l’Aemilia Ars (Baruffi compreso) partecipò all’Esposizione Internazionale di Arte Decorativa e Moderna di Torino: fu un trionfo. La Società fu celebrata in gran parte delle riviste dell’epoca e ricevette il Diploma d’onore per la categoria “Merletti e ricami”.
Aemilia Ars, Tavolino, fotografia da “Arte
Decorativa e Industriale” Maggio 1902
dall’Esposizione Iinternazionale di Arte
Decorativa e Moderna di Torino, 1902
Nonostante il successo torinese, le vendite dei mobili e degli oggetti dell’Aemilia Ars non ebbero incrementi e le Arts and Crafts emiliane finirono ancora prima di iniziare. 
Nel 1903 l’Aemilia Ars fu liquidata come società generale; il solo ramo attivo era quello vittorioso l’anno precedente all’Esposizione di Torino e fu quello che sopravvisse portando avanti la storia dell’Aemilia Ars fino a oggi.  Questo settore era nato dalla fusione della Società con una scuola-laboratorio creata allo scadere dell’800 dalla moglie del Conte Cavazza, Lina Bianconcini. Obiettivo della Contessa era aiutare giovani indigenti, offrendo loro l’opportunità di lavorare da casa senza dovere trascurare le proprie famiglie: esse creavano pizzi e merletti. Questi ultimi venivano realizzati sui disegni degli artisti della Gilda con una particolare tecnica di punto in aria, erano cioè creati su un supporto di cartone e successivamente applicati su tessuto.
Aemilia Ars, Federa, 1900 circa
Artisti come Giulio Casanova, Guido Fiorini, Alberto Pasquibelli e lo stesso Alfonso Rubbiani  noti più per la progettazione di mobili e ambienti, offrirono il loro estro e la loro china al disegno di merletti e ricami di incredibile bellezza. In questi trasuda la sinuosità potente del linearismo Liberty, che si fa ornamento delicato di federe, tovaglie, scarpine…e interi abiti!
Nel 1903, pertanto, nacque l’ “Aemilia Ars Merletti e Ricami” sotto la guida della Contessa Cavazza, presidentessa, e di Rubbiani, direttore artistico. Questa società visse con gli stessi principi filantropici con cui era nata, e, al contempo, esse intendeva essere competitiva sul mercato, offrendo beni di lusso a basso costo. 
L’eleganza e la delicatezza di certi merletti oggi ci lascia senza fiato e spiega le numerose “vittorie” e i diplomi e le medaglie ottenuti dall’Aemilia Ars alle esposizioni internazionali.

Aemilia Ars, Bordura, 1909 circa, fotografia d’epoca
La società sopravvisse alla Grande Guerra, sostituendo la produzione di merletti con biancheria per l’esercito, e si sciolse definitivamente dopo la Seconda Guerra Mondiale.
Oggi degli anni d’oro di Alfonso Rubbiani e di Alfredo Baruffi e dell’Aemilia Ars rimangono alcune fotografie, numerosi disegni e un’infinita quantità di merletti e ricami.
Parte di questi oggetti trova spazio e visibilità proprio in questi giorni, tra le vetrine di una mostra che il 12 Dicembre ha inaugurato a Bologna, in due sedi di Genus Bononiae. Musei nella città.
Aemilia Ars, Merletto – Piuma di pavone, 1900-1905, Bologna
Collezioni di Arte e Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
fonte: collezioni.genusbononiae.it
Fino al 14 Marzo SOTTO IL SEGNO DI ALFONSO RUBBIANI. La salvaguardia del passato e le origini delle collezioni della Cassa di Risparmio in Bologna sarà visitabile nelle due sezioni ospitate presso la Biblioteca di Arte e Storia di San Giorgio in Poggiale  e al Museo della Sanità e Assistenza di Santa Maria della Vita.
La forza e l’energia di Alfredo Baruffi illustratore si fanno spazio tra i libri della biblioteca, insieme a disegni e fotografie che contribuiscono a disegnare il profilo della Bologna di cento anni fa. In questi spazi, inoltre, emerge il Baruffi conservatore, cioè il creatore e primo curatore delle Collezioni della Cassa di Risparmio in Bologna!
Al Museo della Vita, invece, è stata allestita una sala dedicata all’Aemilia Ars: fotografie d’epoca, disegni di ferri battuti, mobili, rilegature e merletti, etc… appena riscoperti si animano e raccontano la storia e le peculiarità dell’Aemilia Ars.
Il Fondo Aemilia Ars delle Collezioni della Cassa di Risparmio in Bologna da poco inventariato e catalogato si apre al pubblico per la prima volta. 
Non ho scritto molto, non ho rivelato impressioni e sensazioni. Spero di avere suscitato in voi la curiosità che serve per andare a vedere questa mostra e per scoprire un piccolo pezzo di storia di Bologna.
Aemilia Ars, Abito disegnato da Achille Casanova su disegno di Alfonso Rubbiani, 1905, fotografia d’epoca

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Create a website or blog at WordPress.com

Su ↑

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: