Verde, colore dai molteplici significati
Verde –smeraldo– è il colore che preferisco e da sempre sento commenti in merito ai suoi significati. Uno dei più famosi?
Chi di verde si veste di propria beltade si fida.
Chi si veste di verde è sicuro di sé e della propria bellezza, insomma.. è un bel presuntuoso! La tradizione lo assegna a Dante, come verso di qualche poesia perduta; è, in realtà, un proverbio e come tale lo trovate mutuato in vari modi, nelle diverse tradizioni dialettali.
Il verde è anche il colore della speranza. Richiama la natura e la vita, lo si associa spesso alla pace interiore e all’infusione di ottimismo che dà nelle sue varie tonalità. La rinascita che compie il mondo naturale, nel ciclo delle stagioni, alimenta questa metafora.
Nell’elenco dei “modi di dire” che ricolleghiamo a questo colore, ne compare uno che affonda nella letteratura inglese e al quale io ripenso spesso, forse perché i miei occhi sono verdi.

“Guardatevi, mio signore, dalla gelosia;
È il mostro dagli occhi verdi che si fa beffe della carne di cui si nutre.” Scrive William Shakespeare nel terzo atto dell’Otello, in una delle scene più celebri del teatro anglosassone. È Iago che parla, tentando di manipolare Otello; l’alfiere insinua che la moglie del condottiero, Desdemona, abbia un amante. Iago pianta i semi della gelosia nella mente di Otello usando proprio queste parole, descrivendo la gelosia come un mostro dagli occhi verdi.
Shakespeare, anche se geniale, non ha inventato nulla.

Nell’Inghilterra del Rinascimento le emozioni erano spesso associate a colori. Tale tendenza trovò una impennata e una giustificazione dopo il 1598, quando Richard Haydocke tradusse il Trattato dell’arte della pittura, scoltura et architettura di Giovanni Paolo Lomazzo -pubblicato a Venezia quattordici anni prima. Una tradizione, questa che ricollega i sentimenti a certe cromie, che oggi tocca tutti i settori; tra i libri per bambini, infatti, trionfano quelli dedicati a I colori delle Emozioni.
La fine del Cinquecento.
È questo il momento in cui tragedie come l’Otello o le commedie come Il Mercante di Venezia prendono forma e Shakespeare non può essere immune da queste novità.

Nel Terzo Libro, Lomazzo fornisce una panoramica della funzione e della rilevanza emotiva del colore nelle opere d’arte. Al rosso, per esempio, sono attribuiti diversi significati, come vendetta, martirio, amore, carità, affetti ardenti, nobiltà e coraggio. Tali similitudini tornano nello stesso Otello, quando il padre di Desdemona urla:
“O treason of the blood” (Oh, tradimento del sangue). Qui il rosso del sangue si fa non solo metafora del tradimento, ma anche veicolo della vendetta.
Numerosi sono i significati che si sono mantenuti, come quello del colore blu. Un esempio ce lo dà il Blue Monday, cioè il lunedì più triste dell’anno -solitamente il terzo del mese di gennaio. Nella cultura anglosassone, infatti, il blu è associato alla tristezza. Noi italiani, invece, ricolleghiamo il colore a quella ricerca di pace che assume toni melanconici.
Ed ecco quindi che il gioco di associazioni e similitudini sul verde che fa Shakespeare tramite Iago ci appare ancora più chiaro.

Green deriva dal termine dell’inglese medievale grenen, che significava non solo diventare verde o crescere, ma anche desiderare o desiderare qualcosa. Ne Il Mercante di Venezia ancora era semplice metafora, quando Porzia parlava della “gelosia dagli occhi verdi”. Ora è associato non solo alla gelosia, ma anche alla prova visiva di questo sentimento. È il mostro che fa la differenza: l’inglese monster deriva dal latino monstrare (una facile assonanza con il nostro “mostrare”). E il mostro della gelosia mostra a Otello false prove che oscurano la realtà. L’emozione è fisica, Otello la percepisce e si lascia corrodere.
E ammazza Desdemona.





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